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Embriologia Silvia D’agostino Lezione I – 17/11/2022 Sbobinatore: Chiara Scorrano I ora Argomenti trattati: Introduzione embriologia LIBRI DI TESTO CONSIGLIATI: I libri di testo sono scritti da persone che lavorano nel campo e utilizzano un linguaggio tecnico. Il De Felici è un libro italiano, può essere considerato il padre fondatore dell’embriologia che deriva dalla scuola del Monesi. Ha un approccio evoluzionistico all’embriologia e utilizza un linguaggio scientifico molto fluido e colloquiale. Il Larsen è un libro di testo classico americano con un’impronta molto schematica, questa versione però è a cura di ricercatori che derivano dalla scuola del Monesi che l’hanno resa meno schematica. L’embriologia studia l’origine e lo sviluppo dei tessuti, di conseguenza l’istologia ed embriologia sono armonicamente connesse. Questa è una tavola dei quaderni di anatomia e dello studio del feto di Leonardo da Vinci. Sulle tavole di Leonardo da Vinci si è studiato fino ai primi del 900 e già Leonardo aveva capito che l’embriologia consta di due grandi eventi: - La generazione come viene generato il primo nucleo che darà un organismo (oggi sappiamo che deriva dalla fusione di uno spermatozoo e di un ovocita). - Lo sviluppo dalla fusione delle due cellule come si forma un organismo. Questi sono i due eventi che l’embriologia cerca di studiare in tutte le sue sfaccettature. Gli embriologi del 500’ e del 600’, con la nascita dei primi microscopi, hanno iniziato lo studio con un approccio morfologico. Ippocrate nel libro “La natura del bambino dal seme alla nascita” nell’ipotizzare l’unione delle cellule non fa discriminazione di tipo sessuale considerando le cellule maschili identiche a quelle femminili e che dalla loro unione scaturisca un organismo, la quale natura, ovvero il sesso, non è soggetto a una forza trainante né dall’uomo e né dalla donna. Vi è quindi un approccio paritario. In questo trattato l’argomento della nascita e dello sviluppo dell’organismo umano è oggetto di studio filosofico, poiché il metodo scientifico come lo conosciamo noi oggi è stato introdotto nel 600’ da Galileo Galilei. Il primo padre dell’embriologia moderna è Karl Ernst von Baer (1700-1800) che utilizza il microscopio ottico con le lenti Galileiane ritrovò in alcuni embrioni l’esistenza di tre foglietti che oggi conosciamo come: - Ectoderma: foglietto esterno - Mesoderma: foglietto di mezzo - Endoderma: foglietto interno Questi tre foglietti sono presenti nella terza settimana dello sviluppo embrionale umano e da essi derivano tutti i tessuti che abbiamo descritto con lo studio dell’istologia. - Dall’ectoderma deriveranno tutti i tessuti della nostra superficie esterna, ad esempio, il tessuto tegumentario oppure il sistema nervoso centrale. - Dal mesoderma avremo il tessuto connettivo e i tessuti connettivi specializzati. - Dall’endoderma derivano gli epiteli delle nostre mucose interne. Karl Ernst von Baer dallo studio di questi foglietti postulò tre processi: - Processo di crescita in cui le cellule si moltiplicano rimanendo inizialmente tutte uguali. - Processo di differenziamento istologico in cui le cellule si differenziano in cellule di tessuti diversi. - Processo di differenziamento morfologico che consiste nella formazione di organi diversi (perché più tessuti formano un organo). L’albero che ci ha fornito la biologia evoluzionistica ci presenta dei modelli di studio che oggi sono utilizzati in tutti i lavori scientifici. In particolare, viene utilizzato il ramo dei deuterostomi (segnato dalle frecce viola) perché siamo tutti DEUTEROSTOMI ENTEROCELOMATI CORDATI. - ENTEROCELOMATI perché abbiamo delle cavità interne in cui sono racchiusi gli organi. In particolare, l’uomo ne ha tre: pleure, pericardio e peritoneo - CORDATI perché abbiamo una struttura rigida, la notocorda che ci dà un asse, una simmetria bilaterale. - DEUTEROSTOMI perché abbiamo due vie di canalizzazione verso l’esterno la bocca e l’ano. Alcuni modelli animali utilizzati per lo studio dell’embriologia dello sviluppo sono: il riccio di mare, lo zebrafish (un pesciolino), mammiferi, uccelli, rettili etc... Haeckel con una frase “l’ontogenesi ricapitola la filogenesi” e cioè lo sviluppo all’interno di una specie ricapitola tutto lo sviluppo del phylum al quale quella specie appartiene, ha cercato di mettere assieme tutto un pensiero non solo di tipo embriologico perché lui parte dall’osservazione che fino a una certa settimana di sviluppo tutti gli embrioni che appartengono al phylum dei cordati sono simili. Un embrione di pesce, anfibio o mammifero alla terza/quarta settimana sono un po' tutti uguali questo ovviamente è parzialmente vero perché ci sono delle differenze, ma lui voleva nucleare il fatto che caratteristiche comuni appartengono anche a livello morfologico a tutto il phylum. Il pensiero di Haeckel fu saccheggiato poi, da chi professava la superiorità dell’uomo sul resto degli animali perché l’homo sapiens era considerato un punto d’arrivo dell’evoluzione. Gli embrioni come modello, vi fanno capire che ci sono degli stadi evolutivi organizzati dalle spinte evolutive che si ripetono più o meno sempre con gli stessi moduli in tutto il phylum. Uno dei processi che accomuna il riccio di mare e l’uomo è la riproduzione sessuata, non deve esserci per forza un dimorfismo sessuale con la presenza del sesso maschile e femminile come nell’uomo. Ci sono alcune specie, come il riccio di mare, in cui ci possono essere più di due fenotipi sessuali, la cosa che accomuna queste specie all’uomo è il meccanismo di riproduzione. La riproduzione sessuata ha degli eventi molecolari, come il CROSSING OVER (riarrangiamento genico), che la rendono unica rispetto alla divisione cellulare mitotica. Grazie alla variabilità genetica la riproduzione sessuata fornisce dei meccanismi attraverso i quali la popolazione è in grado di selezionare il corredo genico che in quel momento è più idoneo alla sopravvivenza. In questo processo vi è un dispendio di energia che è stato reputato dall’evoluzione una strategia vincente perché è stato delegato a quell’individuo tutto un corredo che nel caso dell’homo sapiens è quello delle conoscenze, ma nel caso di tutti i mammiferi è un corredo genico idoneo alla sopravvivenza della specie. Questa slide deve ricordare di ripassare le fasi che costituiscono la mitosi e la meiosi. Attraverso la mitosi posso mantenere un pool di cellule staminali, posso accrescere un tessuto e mantenerne la differenziazione. La meiosi non avviene in tutti i tessuti ma solo in determinati organi deputati a questo processo che in base al fenotipo maschile o femminile i concetti base della meiosi cambiano e si caratterizzano negli organi in cui avvengono, ad esempio nell’ovaio avviene l’ovogenesi e nei tubuli seminiferi avviene la spermatogenesi. Come possiamo vedere nella slide ci sono diverse differenze tra mitosi e meiosi, ad esempio nella meiosi ci sono due eventi di divisione cellulare, la meiosi I che è riduzionale e la meiosi II che è equazionale e non è preceduta da duplicazione. Nella sottofase pachitene della profase I avviene il crossing over che non ritroviamo nella mitosi. Nell’embrione dobbiamo definire poli e assi di simmetria: Dopo la quarta settimana avremo la parte craniale o cefalica o rostrale e una zona caudale. Queste zone formano l’asse cranio-caudale o cefalico-caudale a cui faremo riferimento anche quando parleremo dei foglietti e nelle zone di differenziamento. Anche nella misurazione dell’embrione si farà riferimento alla lunghezza dell’asse cranio-caudale. Gli assi che si considerano per lo studio dell’embrione sono: - Piano frontale che divide l’embrione nei lati dorsale e ventrale - Pianotrasversale che divide l’embrione in zona craniale e caudale - Piano mediano o sagittale che divide l’embrione in destra e sinistra Anche con embriologia, come abbiamo fatto con istologia, studiamo gli embrioni attraverso le sezioni: - Trasversale - Obliqua - Longitudinale Con la fecondazione avviene l’unione delle cellule sessuali aploidi. Lo spermatozoo depositato in vagina prima di arrivare alla tuba di Falloppio, non è ancora pronto alla fecondazione ma deve subire all’interno della tuba un ulteriore processo di maturazione. La fecondazione avviene nella parte più profonda della tuba di Falloppio in cui ci sarà l’unione delle due cellule aploidi per formare una cellula con corredo cromosomico diploide perché verranno messi in comune i due corredi cromosomici. La cellula fecondata si chiama ZIGOTE. Da questo momento in poi inizia una divisione cellulare, che non comporta un aumento della massa e viene chiamata segmentazione, si arriverà a uno stadio di sedici cellule e questo stadio è chiamato MORULA e lo raggiungiamo intorno ai 4 giorni. A mano a mano che la cellula si divide ripercorre la tuba di Falloppio per raggiungere l’utero. Ogni cellula della morula è chiamata blastomero e sono tutte cellule totipotenti (l’unico momento in cui il nostro organismo ha il massimo della staminalità) se prendiamo una di queste cellule e la mettiamo in coltura ricomincerà il processo di segmentazione come se fosse lo zigote. Teoricamente da una morula si potrebbero ottenere sedici individui identici, si tratta quindi di un materiale delicatissimo e per questo la comunità scientifica regola attraverso delle leggi le sperimentazioni sugli embrioni prodotti in vitro. Questo potenzialità di staminalità è utilizzato in clinica per le analisi di genetica. Nel caso di malattie genetiche ereditarie come fibrosi cistica e distrofie muscolari da pochi anni (2014) la legislazione permette di fare fecondazioni in vitro per fare il test genetico prelevando una singola cellula dalla morula mediante un manipolatore e fare su quella cellula analisi genetiche tramite PCR utilizzando sonde specifiche. In questa immagine vediamo la duplicazione della cellula precedente, in essa possiamo individuare alcune strutture: - Membrana pellucida che circonda le cellule, è una membrana dell’ovocita che permane anche nelle prime fasi embrionali e che poi verrà persa nel momento dell’impianto dell’embrione nell’utero. Questa è la scala della potenza di staminalità che ha l’embrione. Nel momento dell’impianto la blastocisti, che è la fase successiva alla morula, inizia il differenziamento e la potenza comincia a diminuire. Questa tabella mostra la differenza dell’utilizzo di cellule staminali embrionali e adulte. In Italia non si può lavorare sulle cellule staminali embrionali, ma si possono comprare embrioni dall’estero e lavorare su essi. Questi sono i primi esperimenti di embriologia descrittiva. Nel 1800 Roux lavora sull’embrione di rana cercando di interpretare le varie zone dell’embrione precoce, lui necrotizzando una zona dell’embrione con un ago infiammato una parte dell’embrione vedeva che metà embrione si sviluppava; quindi, ipotizzò che già tutto l’embrione era programmato per differenziarsi in zone ben precise. Adesso sappiamo che non è così, infatti l’errore di Roux era quello di lasciare attaccata all’embrione la parte necrotizzata. Tempo dopo Driesch ha ripetuto gli stessi esperimenti sul riccio di mare (ciò si è poi confermato anche nella rana) separando le cellule, dimostrando ciò che conosciamo oggi, ovvero che si sviluppavano delle larve normali da tutte le cellule separate. E ipotizzò la totipotenza rigenerativa.