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Embriologia Prof.ssa Silvia Di Agostino Lezione 2 - 22/11/2022 Sbobinatori: Michele Papaianni (I Ora), Salvatore Marco Ventura (II ora) Revisionatore: Davide Gallinaro Argomento: Introduzione all’embriologia, differenziamento, apparato riproduttore maschile, spermatogenesi Branca dell’embriologia che cerca di spiegare i processi che portano allo sviluppo di organi e tessuti durante il periodo embrionale (le prime 8 settimane). Viene anche definita Embriologia molecolare, dato che si spiegano i vari processi che avvengono a livello molecolare nell’embrione. Dall’embriologia, abbiamo compreso che organi come il cuore, gli organi genitali e parte dell’intestino si sviluppano nel periodo fetale. Altri organi come il cervello e lo scheletro vanno incontro a modifiche anche dopo la nascita. DIFFERENZIAMENTO Processo nel quale una cellula staminale acquista la capacità di svolgere solo una funzione nel tessuto di appartenenza, dando il fenotipo finale del tessuto, svolgendo un particolare tipo di lavoro. Si avrà acquisizione di caratteristiche morfologiche specifiche da parte della cellula tramite il differenziamento, come quelle intestinali che sviluppano i villi. Le cellule sviluppano anche caratteristiche biochimiche specifiche, ad es. sviluppo di enzimi adatti a un particolare tipo di secrezione. Infine acquisiscono caratteristiche funzionali, ossia sviluppano funzioni tipiche di un tessuto corporeo, come nel caso dei villi intestinali II differenziamento si otterrà tramite espressione differenziale di geni, quindi mediante regolazione della trascrizione. L’espressione differenziale dei geni è regolata da: • Posizione della cellula nell’embrione (ad es. se si trova nella parte cefalica avrà un tipo di sviluppo cefalico). La cellula migra nella sua posizione finale e forma delle giunzioni, come nell’epitelio. Troveremo in questo caso famiglie coinvolte nella giunzione cellula-cellula, come le caderine, le integrine, claudine e occludine e le selettine • Segnali dall’ambiente: segnali dati da tessuti vicini, influenzano lo sviluppo degli organi e quindi il differenziamento delle cellule che li costituiscono. Questi segnali danno un timing agli organi per svilupparsi nello spazio e nel tempo. I fattori trascrizionali sono pure affetti da questo (alcuni fattori sono tipici dello sviluppo embrionale e dei tumori, come OCT 4 e c- Myc) Regolazione della trascrizione Ogni gene fino dall’inizio del sito di trascrizione ha un complesso di polimerasi e proteine accessorie alla polimerasi che vengono portate a trascrivere le sequenze di consenso a monte o a valle del sito di trascrizione. Gli elementi regolatori possono essere attivatori o repressori e possono reclutare fattori di attivazione e repressione. La comunicazione tra attivatori e repressori determina la regolazione della trascrizione. Durante la divisione dell’embrione vi sono i processi differenziativi, che lo portano da cellula diploide a una divisione in tessuti organizzati DIVISIONE ASIMMETRICA Quando le cellule staminali vengono indotte da fattori esterni, creano popolazioni in cui una delle cellule figlie intraprende la via del differenziamento. La cellula può comunque ancora cambiare il proprio programma differenziativo, come le cellule ematopoietiche, fino al fattore trascrizionale di differenziamento terminale, dopo il quale non si può invertire il processo e la cellula viene portata verso il programma differenziativo irreversibilmente. La proliferazione delle cellule staminali e controllata e lenta per evitare l’iperproliferazione delle stesse. Un esempio di questo avviene nel differenziamento muscolare, dove alcuni fattori commissionano i mioblasti a secernere altri fattori trascrizionali che li portano a fondersi tra di loro e a differenziarsi per formare il muscolo maturo. In questo caso se si ha molta miogenina, il differenziamento non può essere fermato CELLULE STAMINALI NELL'EMBRIONE Totipotenti: ognuna può ricreare l’intero embrione più gli annessi embrionali Pluripotenti: danno vita a tutti i tipi cellule di un organismo Multipotenti e Unipotenti: danno vita a pochi o a un solo tipo cellulare Meccanismi di migrazione Diapedesi: si trova nei neutrofili, ed è la reminescenza dalle cellule durante lo sviluppo embrionale, si tratta di migrazioni di interi gruppi di cellule. La funzione di questi passaggi consiste in un riconoscimento da parte dell’embrione delle cellule che gli servono per formare un organo o tessuto. Tra questi da ricordare: l’invaginazione (ripiegamento lamina cellulare all’intemo dell’embrione) e la delaminazione MORFOGENESI Fino a 4 settimane vi è lo sviluppo dell’embrione, dopodiché si parla di morfogenesi, quindi definizione delle forme e degli organi. Si avranno grandi movimentazioni di parti dell’embrione che si vanno a posizionare nella zona definitiva. Nel resto dei mesi si affinerà l’organizzazione degli organi per arrivare al termine del nono mese con un organismo formato. APOPTOSI Meccanismo morfogenetico. Si tratta di morte cellulare programmata. Ad esempio nell’embrione si forma l’abbozzo dell’arto che va rimodellato intorno alle ossa che si sviluppano tramite ossificazione. L’ectoderma si rimodellerà intorno alle ossa grazie a varie apoptosi, quindi parti dell’ectoderma andranno in apoptosi per adattarsi alla forma delle ossa. (Immagine)Le zone in verde sono cellule che stanno andando incontro ad apoptosi per raggiungere il fenotipo finale FORMAZIONE DEL PATTERN DIFFERENZIATIVO Avviene nel tempo e nello spazio. Le cellule si devono sviluppare secondo il piano corporeo complessivo e organizzarsi nello spazio(pattern) secondo i 3 assi corporei (frontale, prossimale e distale), questo e reso possibile grazie ai geni di differenziamento e della determinazione spaziale. Un esempio è dato dall’epidermide, che si svilupperà in modo diverso nei 3 assi corporei e non sarà uguale, nella parte frontale e nella parte ventrale del braccio. APPARATO GENITALE MASCHILE Costituito da: Gli organi sessuali, i testicoli dove ha sede la spermatogenesi (formazione gameti maschili). Le vie spermatiche connesse strettamente all’epididimo Vescichette seminali(ghiandole), ghiandole bulbouretrali, prostata, nei pressi dell’uretra Uretra: punto di raccolta dell’urina L’apparato viene anche definito urogenitale, in quanto gli organi genitali e l’uretra sono in comunicazione TESTICOLO II testicolo risiede nella borsa scrotale, e consiste in un rivestimento connettivale di legamenti e muscolatura, rivestita da epidermide. II muscolo che avvolge l’organo è detto dartos. Abbiamo poi le tonache di rivestimento connettivale: • La Tonaca Abuginea, che divide i tubuli seminiferi all’interno in 250 lobuli circa • I tubuli seminiferi e dove avviene la spermatogenesi. Essi sono collegati all’Epididimo dove si completerà il differenziamento degli spermatozoi • Collegato all’Epididimo vi e il Tubo Deferente che confluisce nell’Ampolla • A sua volta l’Ampolla è collegata al Dotto eiaculatore a cui sono collegati pure le vescicole seminali e la ghiandola bulbo-uretrale che contribuiscono alia formazione del liquido spermatico finale. • Gli spermatozoi sono immersi sempre in un liquido grazie alle cellule del Sertoli nei testicoli e alle ghiandole citate precedentemente che hanno un livello di zucchero e ph adatto alla sopravvivenza degli spermatozoi • Le gonadi sono esterne nel maschio, in quanto la spermatogenesi avviene a una temperatura inferiore di 2/3 gradi inferiore a quella del corpo (caratteristica evolutiva). La regolazione termica avviene grazie a 2 muscoli: • Il Cremastere (scheletricoinvolontario), se fa freddo si contrae e avvicina le gonadi al corpo; se fa caldo si rilassa e le allontana • Il Dartos che riveste il testicolo, se fa freddo si contrae e protegge le gonadi (muscolo liscio). Il sangue arriva dall’arteria testicolare che si dirama dall’arteria addominale. L’arteria testicolare e circondata da vene con sangue freddo del plesso pampiniforme che raffredda il sangue che entra, in modo da mantenere una temperatura adeguata All’interno dei testicoli oltre a piccoli vasi come capillari, i tubuli seminiferi sono circondati da tessuto connettivale(fibroblasti) con funzione di nutrimento, e cellule di Leydig che producono il Testosterone localmente. II Testosterone prodotto è anche chiamato Testosterone inattivo che viene trasformato in Testosterone attivo (Diidrotestosterone) grazie alia 5 alfa- reduttasi, che lavora al di sotto dei 37 gradi, secreta dalle cellule del Sertoli, che secernono anche liquido seminale, e possiedono pertanto il recettore del testosterone. Da notare che il Diidrotestosterone è 5 volte più potente del normale testosterone SECONDA ORA – SALVATORE MARCO VENTURA Al microscopio elettronico a scansione si nota lo stroma con la sua relativa zona reticolata (tessuto connettivo che accoglie i tubuli seminiferi, i quali sembrano dei rametti). Facendo un ingrandimento all’interno, è visibile una ‘peluria’ che corrisponde alle code degli spermatozoi. Questa zona è anche molto ricca di capillari perché il testosterone deve viaggiare all’interno del sangue e delle gonadi. All’interno del reticolato si trova la popolazione delle cellule del Leydig e il lume dei tubuli seminiferi ricco di code degli spermatozoi. La meiosi è controllata nello spazio oltre che nel tempo (ha una direzionalità) in quanto lo spermatozoo avrà una testa diretta verso la parete del tubulo e una coda al suo interno. In foto è visibile la tonaca albuginea, un tessuto connettivo a stretto contatto con i tubuli seminiferi e sono un connettivo lasso, quindi ricco di matrice di contenimento. Sono visibili i vasi e i tubuli appaiono in varie sezioni (trasversali, longitudinali e oblique) in modo variabile. Osservando ancora più all’interno di un tubulo seminifero grazie all’ematossilina eosina, riconosco i nuclei con una colorazione scura e quindi morfologicamente all’interno vi è a partire dallo strato della parete del tubulo una lamina connettivale. Vi sono cellule differenti: alcune grandi e alcune piccole. All’interno vi sono puntini neri estremamente condensati che sono i nuclei degli spermatozoi maturi. Si passa da cellule estremamente tondeggianti (popolazione di cellule diploidi degli spermatogoni, che comincia la meiosi man mano che si avanza) ad una zona di spermatozoi maturi con le teste puntate verso l’epitelio e le code all’interno del lume. Si notano le cellule più piccole, gli spermatidi, che sono aploidi. Gli spermatozoi non sono la fase finale del processo di spermatogenesi, in quanto lo sono gli spermatidi (aploidi). La differenza sta nel processo di differenziamento che prende il nome di spermiogenesi, che porta alla formazione di uno spermatozoo con una testa ed una coda. Nel processo di spermatogenesi si parte dagli spermatogoni diploidi di tipo A scuro, divisi in diverse popolazioni (ognuna delle quali prende il nome di nicchia staminale) che ogni uomo porta con sé tutta la vita, contrariamente alla donna. Esse appaiono scure perché accumulano enzimi, che gli consentono eventualmente il differenziamento. Nell’immagine si nota che arrivano dei segnali allo spermatogonio per fare mitosi, dove una cellula figlia continua ad essere scura mantenendo la nicchia e l’altra si differenzia espletando circa altre 3 divisioni mitotiche successive fino ad essere di tipo A chiaro. Esse posseggono un citoplasma più chiaro, da qui il nome. Il numero di mitosi si aggira intorno alle 2 o 3 ed è peculiare della specie umana (nel topo possono essere anche 32-64). Le A chiaro sono cellule che con l’ultima mitosi diventano spermatogoni di tipo B. Si tratta di una fase chiamata punto di non ritorno, perché diventa solo spermatocita primario attraverso una mitosi che prende il nome di mitosi I. inizia la lunga profase meiotica con il leptotene (duplicazione del DNA); segue la fase zigotene, con appaiamento e riconoscimento degli omologhi con la formazione delle sinapsi; il pachitene, con scambio di materiale genico tra omologhi. Tutta la prima profase meiotica dura circa 30 giorni, in quanto ci sono molti checkpoint. Quando uno spermatogonio di tipo A intraprende la meiosi fino a diventare uno spermatozoo maturo, ci sono circa 72-74gg. L’uomo riesce ad avere sempre spermatozoi perché in ogni punto delle 250 logge del tubulo seminifero ci sta uno spermatogonio che entra nella fase differenziativa Lo spermatocita primario può quindi arrivare alla prima divisione. La seconda profase è quasi inesistente e si passa quindi alla seconda divisione della meiosi II. Il prodotto finale di questa fase saranno gli spermatidi rotondi che intraprendono un secondo step che dura 20gg, diventando spermatozoi maturi. Dalla A scuro che intraprende i 3 cicli mitotici per arrivare allo spermatocita primario, la cellula non si divide, ma rimane in comune con dei ponti citoplasmatici. Alla fine, gli spermatozoi maturi sono visibili già direzionati nello spazio perché intrappolati dai corpi residui: si tratta di un sistema di membrane cellulari che deriva da tutti questi ponti citoplasmatici delle varie cellule che a partire dalle mitosi in poi si vengono a creare. Alla fine del processo le cellule del Sertoli fagocitano tutti i corpi residui degli spermatozoi. Queste cellule, avendo i recettori del testosterone, regolano lo spermatogonio A scuro: la cellula del Sertoli ai recettori comunica di entrare nella meiosi e ne regola i vari passaggi. Avere tutto l’intero clone unito ha i suoi vantaggi perché controlla meglio tutti i processi. Le cellule del Leydig che secernono testosterone si trovano nella parte tra due tubuli seminiferi, quasi come se fossero ghiandole (come delle cellule mucipare). Esse sono molto riconoscibili perché tondeggianti. Le pareti connettivali hanno cellule mioidi per consentire la contrazione del tubulo seminifero, che aiuta la risalita degli spermatozoi verso l’epididimo. Riconoscere le cellule del Sertoli è difficile perché non hanno una forma definita. Sono identificabili dal chiaro del nucleo e dalla pallina di DNA condensato. Essa poggia sull’epitelio connettivale del tubulo seminifero arrivando al lume: è una cellula molto lunga, tanto da abbracciare le varie popolazioni introno ad essa. I nuclei sono zone con cromatina condensata, che avranno subito duplicazione e che avranno corredo 4n. Dalla parete verso il centro, ci saranno gli spermatociti secondari e poi spermatidi rotondi. Infine, le teste degli spermatozoi Le cellule Leydig al microscopio elettronico contengono cristalli bastoncellari nel citosol che ne consentono il riconoscimento, anche se la loro funzione non è ancora nota. All’interno, come tutte le cellule che secernono ormoni, ha delle gocciole lipidiche che sono precursori della sintesi del testosterone (perché è un ormone steroideo). Secernono anche un particolare tipo di proteina che stimola la discesa dei testicoli nel canale inguinale. Basse concentrazioni di questa proteina determinano la ritenzione testicolare nella cavità pelvica. Delle cellule del Sertoli non si capisce la forma, ma si distingue il nucleo. A livello embrionale le germinali derivano da una zona di differenziamento vicino al sacco vitellino e sono una popolazione che migra andando a colonizzare l’organo, mentre quelle del Sertoli sono somatiche e non germinali perchénon soggette a meiosi e non derivano da migrazione di queste cellule. Morfologicamente una zona poggia sulla membrana basale dell’epitelio connettivale che forma la parete del tubulo che è libera verso il lume ed accoglie spermatidi in differenziamento. Si formano delle giunzioni strette e comunicanti: ciò è sinonimo di compartimentalizzazione, con solo una popolazione. Queste giunzioni strette formano due compartimenti: uno basale vicino alla parte basale tubulare e uno luminale e aperto (verso il lume). Le prime saranno diploidi (spermatogoni) e si sono formate a livello embrionale. Quando l’individuo maschile nasce, la meiosi non è iniziata (inizia alla pubertà con la prima produzione di testosterone da parte del Leydig creando i genitali maschili). Poi la produzione di testosterone si ferma fino alla pubertà, dove inizia una nova produzione di Leydig, che serve per stimolare l’entrata degli spermatogoni in meiosi I, la quale non si interromperà mai. La necessità di dividere gli spermatogoni dagli spermatociti è perché le cellule aploidi prima dei 12 anni non sono riconosciute come self e quindi verrebbero distrutte perché ritenute quindi non self. Per questo motivo, si devono arginare all’interno del lume dove non si ha vascolarizzazione: si crea la barriera emato-testicolare. La progenie meiotica si ha nel compartimento luminale. Una patologia comune è l’azoospermia (patologia con totale assenza di cellule gametiche maschili. Oltre a proteggere il testicolo, compartimentalizza la secrezione locale del testosterone. Le cellule del Sertoli con i recettori polarizzano verso la parte basale. Anche le cellule del Sertoli hanno funzioni specifiche nello spazio: i nuclei sono decentrati verso la parte basale, con il citosol deputato alla fagocitosi dei corpi residui. Secerne anche la proteina che inibisce la secrezione di testosterone agendo sul sistema ipotalamo-ipofisario. L’interno del lume sembra sporco perché ci sono le code (ciglio modificato) dove il colorante precipita e perde il suo colore rosa. Ricapitolando: la successione delle 3 mitosi porta allo spermatocita primario che duplica il proprio DNA entrando in profase I: bisogna attendere circa 70-74gg per avere uno spermatozoo libero nel lume. Uno spermatogonio XY ha delle caratteristiche: nel suo piccolo la coppia sessuale fa un piccolo scambio di geni. Colorando con una sonda rosa il cromosoma X (che possiede geni specifici per la X) si riesce a vedere la zona di cromatina condensata (chiamata vescicola sessuale) dove risiedono i cromosomi XY all’interno dei quali avverrà lo scambio tra geni omologhi) alla fine della seconda divisione, si ottengono 4 cellule figlie con cromosomi X e Y. Durante il pachitene, una parte della X, in fase di trascrizione rimarrà inattivata perché altrimenti arriverebbe a scompensare il materiale trascritto dalla Y (fase di inattivazione della X). Le cellule del Sertoli distruggono le loro giunzioni e permettono la divisione e quindi l’avanzare della cellula figlia nel compartimento luminale e riformano la giunzione stretta subito dietro. Si tratta di un meccanismo complesso e regolato da fattori paracrini o iuxacrini, dal gradiente di testosterone. La cellula del Sertoli quindi regola il passaggio della progenie dalla parte basale a quella luminale, distruggendo e ricreando le giunzioni.